Quando si pensa allo shopping inglese, spesso ci si immagina signore eleganti con cappelli a tesa larga che camminano su raffinate moquettes sorseggiando il famoso tè delle cinque.
Per provare a sentirsi veramente british, a immaginarsi imparentate con l’alta nobiltà inglese, basta poco: entrare da Harrods, il più famoso centro commerciale d’Inghilterra, è un’esperienza che fa innamorare dello shopping e dello stile di vita inglese anche la nemica più acerrima della moda.

Il negozio che crea la moda: Harrods
Costruito nel quartiere chic di South Kensington, Harrods ha sette piani interamente ispirati all’Antico Egitto, dove non mancano inserti pacchiani tanto amati dai britannici; primo tra tutti, il busto d’oro di Dodi Al-Fayed e Diana con la scritta “Innocent Victims”.
“Dallo spillo all’elefante”, l’azzeccato slogan di Harrods, indica che non esiste limite allo shopping nel centro commerciale; dai beni alimentari di lusso, agli oggetti per la casa, ai vestiti per tutte le età e le situazioni, è praticamente impossibile uscirne delusi.
Nonostante Harrods non abbia filiali, il suo nome si è espanso in tutta Europa e in tutto il mondo, diventando un vero e proprio marchio, simbolo di moda e fashion. Se infatti le appassionate dello shopping rimangono estasiate davanti alle grandi firme che il grande magazzino offre, è praticamente un must tornare da Londra con una delle borse lucide marchiate Harrods, perennemente di moda.
Il nome del centro commerciale è infatti impresso su accessori per ragazze, grembiuli da cucina, biscotti al burro e perfino palline da golf; servirebbe giusto controllare se siano di marca perfino gli spilli e gli occasionali elefanti.
Per chiunque faccia un viaggio a Londra, è quindi un obbligo morale calarsi nei panni della Regina Elisabetta e, almeno una volta, varcare la soglia di Harrods. E chi è spaventato dall’eccessivo costo della moda inglese, può sempre meravigliarsi andando nelle toilettes, dove impeccabili uomini in livrea dispensano sapone liquido sulle mani delle signore.
A cura di Giulia Evolvi








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